Luca & Paolo Official FanClub

La Mia gita nella bellissima Zena.

Era il primo giorno di una gita di classe. Come prima tappa avevamo Genova, ma la mia enorme soddisfazione e' stata troncata dall'annuncio che non potremo visitarla perche' avevamo la possibilita' di vedere solo l'acquario per poi ripartire subito. Quando abbiamo lasciato la citta' mi sentivo malissimo: non ero riuscita a godermela ed e' svanita qualsiasi speranza di vedere i posti in cui hanno vissuto Luca e Paolo. Ho pensato che ero sfigatissima: anche se avremmo fatto un giro, il lunedi' loro erano a Le Iene, quindi in qualsiasi caso sarebbe stato tutto vano. L'ultimo giorno, prima di partire, i prof ci dicono che avremmo potuto visitare Genova! Li' mi sono risollevata e mi sono promessa che, costi quel che costi, avrei trovato Il Clan e il negozio dei genitori di Paolo. Quando siamo scesi mi sono demoralizzata: la citta' era bellissima, ma enorme, stracolma di vicoletti in cui perdersi e' un gioco da ragazzi. Trovare due locali mi sembrava difficilissimo e avevo come la sensazione che mi trovavo lontano miglia dal Clan. Invece mentre con i miei amici cercavamo disperatamente un Mc Donalds (abbiamo girato tantissimo e tra un quarto d'ora dovevamo ripartire), vidi una vetrina con oggetti d'arte e tappeti. Mi e' tornata immediatamente in mente l'immagine che si trova qua nel forum del negozio di Paolo, e ho capito che lo avevo trovato! infatti guardo meglio e sulla porta c'era una minuscola insegna con scritto "Kessisoglu oggetti d'arte". Inutile dirvi che sensazione bellissima che ho provato, mista tra la felicita' piu' grande e la sorpresa non mi sarei mai immaginato di trovarlo! Senza pensarci due volte ho cercato di entrare (una scusa l'avrei trovata!)...Ma era chiuso! Ancora una volta sono stata assalita dalla delusione: non avrei visto i genitori di Paolo e nemmeno la foto con Luca sulla cassa. Ero talmente delusa che avevo deciso di andarmene da Genova, pensando che era inutile cercare il Clan. Anche se l'avrei trovato sarebbe stato chiuso (apre alle 18 e invece erano le 13!!). Volevo tornare al pullman tanto mancava solo un quarto d'ora per partire. Mi giro per seguire miei amici ma il mio gruppo era sparito! Ero sola, allora non so perche' mi sono detta : "Io, ci provo!". Ho cominciato a chiedere da che parte era Salita Pallavicini e correvo come una matta seguendo le informazioni che mi conducevano sempre piu' lontano, da sola ammezzo ad una citta' sconosciuta. Ad un tratto svolto un angolo e...davanti a me l'insegna IL CLAN. La paura di aver perso il gruppo e' svanita improvvisamente, e ad alta voce ho detto" Mamma Mia! Non ci posso credere, l'ho trovato!". Ho cominciato a fare mille foto, che pero' sono venute tutte sfocate e mosse, visto che la mano mi tremava in modo preoccupante. Sulla porta del Il Clan c'era un signore abbastanza alto, gli occhiali e il pizzetto. Mi guardava divertito mentre io fotografavo di tutto. Poi ho deciso di parlare : "Scusi, sono una fan sfegatata di Luca Bizzarri!"; il signore sorridendo : "Ma lo hai mai conosciuto?" ed io "No, mai! In televisione lo seguo sempre, lo adoro, ma dal vero mai!".

Poi la proposta : "Vuoi entrare, ti mostro il suo amato locale!" Dopo queste parole ho fatto un sorriso enorme e ho risposto : "Sarebbe bellissimo!" l signore ha aperto il locale e appena entrati mi sono sentita stranissima. Era un sogno! Chissa' quante volte mi sono sognata di entrare la' dentro, credendo che sarebbe stato impossibile. Invece ero li'. Tremavo quasi, tant’e' che “la mia guida” vedendomi quasi a disagio visto che non avevo parole da dire, mi disse : ”Ti piace? Ora pero' ti faccio vedere il faccione di Luca!”. Mi sono girata e subito accanto all’ingresso c’era una porta di vetro con il volto di Luca! Mi sono sentita male e ho urlato perdendo il controllo : ”Mamma Mia, quant’ e' bello!” Poi ho continuato : ”Ho conosciuto Luca e Paolo a Camera Cafe', poi alle Iene e da un anno non riesco piu' a farne senza!” Il signore mi ha risposto : ”Effettivamente Camera Cafe' li ha resi piu' famosi e in quei tempi Luca ha cominciato a costruire questo suo locale! Vieni te lo voglio mostrare tutto, oggi e' perfetto visto che siamo chiusi e non c’e' nessuno!” La prima sala era quella col bancone, poi c’e quella dei letti che quando li ho visti ho detto : ”Luca ha avuto un’idea fantastica!” e il signore : “Effettivamente lui gira molto e prende idee da tutto il mondo poi anche lui e' una persona tanto creativa!” La terza stanza e' quella piu' normale, con i tavolini tutta tinteggiata di un colore sulle tonalita' rossastre. Mi sembrava sempre di piu' di inoltrarmi in un sogno, ci vedevo sempre meno con gli occhi appanati: mi stavo commuovendo. So bene che puo' sembrare stupido, ma trovarsi nel luogo di Genova che sta piu' a cuore a Luca mi sembrava straordinario. L’ultima sala viene soprannominata “la piscina” poiché e' proprio come se ci si trova in una vasca ma senza acqua! e' fatta tutta in mosaico con c’e' una passerella che la attraversa tutta. Qui e' dove vengono fatte le sfilate che vengono organizzate ogni mese al Clan. Purtroppo avevamo finito il giro e credevo che ormai era finito tutto. Da una parte ero dispiaciuta (volevo rimanere li' per ore), ma poi ho pensato che ero stata anche troppo fortunata avendo trovato questo signore anche se a quell’ora ero convinta non ci sarebbe stato nessuno.

 Poi ha parlato di nuovo il signore dicendomi : ”Mio figlio ci tiene tantissimo a questo posto”. Io credevo di aver capito male, poi e' uscito completamente allo scoperto : ”Io sono il PADRE di Luca”. In quel momento la lacrima che cercavo di frenare da quando ero entrata e' scesa. Ero confusa, ma contentissima. Emozionantissima, ma stupita. Poi con grande fatica sono riuscita a parlare di nuovo e presa da un’irrefrenabile voglia di “dichiararmi”. Ho detto: ”Complimenti, suo figlio e' uno dei pochi del panorama televisivo che sa cosa vuol dire essere un artista. e' un grande, poi e' bellissimo!” A sentire l’ultima frase il padre e' scoppiato a ridere e ogni dubbio e' sparito: Luca era suo figlio. Gli stessi occhi luminosi, lo stesso sorriso, lo stesso pizzetto, la stessa energia che sprizza simpatia da ogni parte. Era l’uomo che piu' conosceva Luca,che piu' lo amava e questo mi metteva terribilmente in soggezione, benché quel suo sorriso aveva una capacita' di tranquillizzarmi straordinaria. Poi mi ha detto: ”Ma Luca non e' il piu' bello,il fratello e' meglio!” Lo ha detto come per scherzare, non dava assolutamente la sensazione che “preferisse l’altro”. Io ho eslamato: ”Intendi Roberto giusto? Ho visto una foto,e' molto simile a Luca!” ”Si,sono uguali, a volte la gente se li confonde anche” E di nuovo un sorriso uguale a quello di Luca. Ha continuato a chiedermi da dove venivo e perché mi trovavo li' a Genova. Gli ho raccontato della gita, della rabbia di avere solo un’ora a disposizione, del fatto di aver visto il negozio di Paolo (Mi ha detto che probabilmente ci avrei trovato la zia, ma il nipote sicuramente no, visto che quando sta' a Genova viene al Clan per vedere Luca).

Ho deciso di digli quanto spero di incontrarlo un giorno e a questo punto ho ricevuto una risposta secca, che mi ha colpito terribilmente: ”Meglio che non lo conosci” In quel momento non ho capito piu' niente. In pochissimo tempo mi sono venuti in mente mille dubbi. Che intendeva? Forse il fatto che “se la tirava”? O magari che dal vivo e' brutto? Ora che ci ripenso mi vergogno persino di aver creduto questo,ma quella frase mi aveva sconcertato. Evidentemente il padre se n’era accorto che ero rimasta malissimo e con un altro sorriso mi ha spiegato: ”intendo che Luca non e' divo per niente! C’e' gente che si crede che si mette a fare il matto, quando invece sta con i suoi amici tranquillamente! Anche quando gira per Genova, usa la sua moto tutta scassata.” ed io emozionantissima: “La mitica Triker del ‘77” “Proprio quella! A dire il vero ora ce le ha tre!”aggiunse lui.

Abbiamo parlato del fatto che e' rimasto il ragazzo di sempre, che Rino prima era carabiniere (qui ho saputo che ha 70 anni, ma se li porta benissimo!) mentre il tempo scorreva e ormai avevo ricevuto mille chiamate della gente che voleva sapere dove mi trovavo visto che ero in ritardassimo, (come suoneria avevo Luca che urlava ”ridammi la monetina bastarda”, ma il padre non credo che avesse capito che era lui!), ma trovarsi li' era bellissimo e quel signore mentre parlava m’incantava, ero incapace di distogliere lo sguardo da lui (era uguale al figlio ma con un po’ di anni in piu'!). “Mi piacerebbe darti una foto di Luca, ma non ce l’ho ora! Ho solo un cartellone di la', vieni con me che te lo faccio vedere!” L’ho seguito all’interno de “la Fiera de Il Clan” e quando sono entrata sono rimasta molto colpita dalla grandezza del locale. Ora era tutto vuoto e il padre mi ha spiegato che fino a poco tempo fa era come un grande bazar in cui si vendeva di tutto. Ma il sogno di Luca e' aprire una scuola di danza e di recitazione (lo si legge anche nel suo scritto”un sogno, un mare, un Clan” e il padre mi ha spiegato tutto alla perfezione).

Dopo avermi mostrato il locale mi ha detto ”guarda di la'”, mi sono voltata e davanti a me c’era un cartellone gigantesco che e' stato fatto per il concerto di Natale. Li' Luca era gigantesco e, inutile dirlo, bellissimo ,con i sui occhi luminossimi che sembravano illuminare tutto il cartellone. Gli ho fatto una foto, ma ci volevo rimanere a guardarlo per ore, ma il tempo stringeva e mi sembrava che stavo esagerando, benché Rino non me lo faceva pesare per niente!! Poi a malincuore ho capito che sarebbe stato giusto andare via (ancora un po' e sarei rimasta a Genova). Ho salutato il padre dicendo: ”La ringrazio per il tempo che mi ha dedicato, e' stato gentilissimo, mi ha regalato dei momenti bellissimi” e lui sempre con l’inconfondibile sorriso mi ha detto: ”Se tu vuoi incontrare Luca, a volte viene qui al Clan per esempio ieri e' stato qua! Oggi non c’e' e' a Londra per lavoro,visto che sta' sempre via”.

A sentire queste parole mi sono un po’ rattristata (se sarei arrivata un giorno prima avrei incontrato Luca!), ma poi ho pensato che forse e' stato meglio non averlo visto, perché credo che per adesso sia bello sognare l’incontro, pensare a come si puo' avverare, continuare a sognare e vivere per gradi l’emozione di incontrare un mito. Ma prima di andarmene gli ho chiesto se potevo fargli una foto,ma il padre mi ha risposto: ”Non e' divo mio figlio figurati io!” Ma ho voluto insistere (quando mi ricapita di incontrare il padre di Luca!?!) e sono riuscita a fargliela una.

Andandomene via correndo ho detto: “Mi saluti Luca e gli dica che e' un Grande, il migliore!!!! e grazie ancora!!” Mentre correvo verso il pullman (se non era gia' partito) ho ripensato a tutte le emozioni provate, alle parole dette, ai sorrisi ricevuti che me li custodiro' nel cuore per sempre. E' stato un incontro bellissimo, con una persona piacevolissima e disponibile, che mi ha fatto provare l’emozione di sentire parlare di un mito come un semplicissimo figlio.

Grazie di cuore Rino.

Jasmin (JasminNervi)


* Carriera * * Luca * * Paolo * * Galleria * * Home * * FanVideo * * Articoli * * FanArt * * Noi e Loro *

Valid HTML 4.01 Transitional