Luca & Paolo intervista doppia: Attori
Intervista a Giovanni La Pàrola, regista, Beppe Baschetto, produttore, Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, Sabrina Impacciatore e Marit Nissen, attori di …e se domani.
I Diritti
Beppe Caschetto: Per i diritti della canzone che dà il titolo al film, portata al successo da Mina, è stato più facile di quanto possa sembrare. Non è costato neanche tanto e chi gestisce il copyright è stato molto gentile con noi.
La Coppia che non Scoppia
B.C.: In tutti questi anni ci sono state alcune proposte a Paolo e Luca per lavorare senza il partner. Loro sono liberi di fare quello che vogliono, ma dato che oltre ad essere il produttore del film sono anche il loro agente ho declinato tutte queste proposte. Ho visto troppe coppie spappolarsi per progetti solistici, e quindi ho sempre difeso quest’unione. Luca Bizzarri: Quando troverò qualcuno più bravo di Paolo, allora lavorerò con lui.
Tra Cronaca e Finzione
Giovanni La Pàrola: La differenza tra quello che è realmente accaduto e quello che viene raccontato nel film è il fatto che noi abbiamo puntato di più sull’effetto romantico della storia. Gargano, il personaggio reale, sembra sia quasi impazzito durante gli arresti domiciliari perché la donna che aveva in casa lo cornificava spesso. Il suo desiderio di tornare in carcere, quindi, è certamente diverso da quello di Mimì, il personaggio del film, che sentiva gli arresti domiciliari più come una finta libertà. Il film allora si è trasformato in una storia d’amore dove la dialettica tra l’amore puro di Mimì e quello più razionale e riflessivo dell’avvocato, ha preso il sopravvento.
L’Ambientazione
G.L.P.: Secondo la mia idea iniziale il film doveva essere un film anni sessanta, come quando si girava in bianco e nero. C’è l’elemento importante della nostalgia che consente una verosimiglianza nei confronti dei personaggi, che vestono ed agiscono in una maniera quasi fuori dal tempo. Ed è per questo che diventano quasi simboli: Mimì è un personaggio positivo e passionale. Sembra quasi assumere la tonalità del bianco per la sua purezza; l’avvocato Matteo è invece più razionale; in mezzo c’è Ketty che è il punto d’incontro tra i due caratteri. Si veste come una specie di Minnie e questo accentua l’elemento fumettistico del film. La scelta della canzone “E se domani” per far da colonna sonora al film è data dal fatto che è talmente bella che vorrei che fosse la canzone che ascolterò prima di morire.
Il Personaggio
Paolo Kessisoglu: Non è detto che ci si debba per forza affezionare al personaggio che si interpreta. L’avvocato che interpreto è tirchio quando si parla di soldi, ma la cosa ancora più forte è che è tirchio d’animo. E’ un personaggio cupo. Se Mimì si può accostare al bianco, il mio personaggio è più vicino al marrone. Possiede un’incapacità a vivere ciò che ama. Non c’è stata una tecnica studiata a tavolino per affrontare il personaggio, ma gli ho attaccato dei tic che lo caratterizzano fortemente. Sabrina Impacciatore: La prima volta che mi sono accostata al personaggio mi era risultato antipatico. Gli ho voluto dare un’origine siciliana per rappresentare il disagio di una persona che costretta ad uscire dal suo paese si sente in qualche modo estranea e sballottata. Il dialetto di Avola che mi è stato insegnato da persone del posto mi ha aiutato a sviluppare una postura tipicamente siciliana. E inoltre questo dialetto siciliano mi ha fatto scoprire qualcosa del mio corpo che prima non conoscevo. Ho descritto una donna del sud ed ho lavorato sul conflitto, sulla dicotomia tra la sua natura pratica e la sua natura fantasiosa.
L.B.: Ho apprezzato molto la scelta di Sabrina di scegliere un dialetto siciliano. Vista questa scelta, io non potevo certo parlare con un’inflessione altoatesina. Sentendo ogni giorno le cassette che i coach di Sabrina mi davano per imparare a parlare il dialetto avolese, devo dire che mi ha cambiato fisicamente. E ovviamente ciò mi ha giovato a livello virile. Comunque a parte gli scherzi, per caratterizzare il personaggio ho cercato di immaginare cosa avrei fatto io, Luca, nei panni di Mimì.
S.K.: Mi sono praticamente laureato in parti di avvocato. Dopo E Allora Mambo è già la seconda volta che interpreto questo ruolo. Ma se nell’altro film alla fine l’avvocato si lasciava andare, diventando un’altra persona, in questo film c’è un finale sicuramente più intenso.
L.B.: Mi piace il fatto che in tutti e due i film io l’avvocato non lo pago. E per quanto riguarda l’avarizia di Matteo non credo ci si debba trovare un retrogusto genovese. Non è vero quello che si dice dei genovesi.
Lontano da Roma
B.C.: Ho sempre lottato per far sì che il Cinema non fosse prerogativa di Roma. Grazie anche agli amici del Solinas, devo dire che molte cose sono cambiate negli ultimi tempi e Bologna può contare su alcune strutture importanti come il Dams, l’Università ed una Cineteca fornitissima.
Il Cinema Italiano
B.C.: Dopo una discussione con i dirigenti di Mediaset, ho visto in libreria, “Il Caso Gargano” di Armando Cirillario e per me è stato come un segno. Ringrazio tutti coloro che mi hanno permesso di realizzare questo progetto. Avendo già lavorato con Luca e Paolo negli altri 2 film e avendo sempre desiderato dare un ruolo da protagonista a Sabrina Impacciatore, era proprio lo scenario descritto dal libro, quello che mi ero immaginato per loro. Il vero problema per il Cinema italiano è la distribuzione. Malgrado il grande successo del nostro Cinema negli ultimi tempi, c’è comunque una grande diffidenza da parte delle distribuzioni.
Il Sud
B.C.: Ho sentito il bisogno di far raccontare la storia di un “terrone”, perché la mia famiglia è una famiglia di immigrati al nord. E allo stesso tempo volevo ricreare quei personaggi della Commedia all’Italiana descritti perfettamente da Germi e altri.
G.L.P.: Ketty sembra una specie di diavolessa appena arrivata in un luogo che non è il suo. Mimì, invece, si sente subito in dovere di diventare socio di Giovanni, più per un patto di sangue che per lucidità. Anche quando chiede all’avvocato di organizzare il funerale è come se sentisse il bisogno di mettersi nelle mani degli altri. Crede profondamente nell’amicizia e in dei meccanismi che si possono ritrovare nelle società del sud.
Le Elezioni
L.B.: Cominciamo col dire che sapevamo già di essere dei coglioni, per cui non c’era bisogno che ce lo ricordassero (riferimento alla dichiarazione fatta dal presidente del Consiglio, il giorno prima. Ndr.). Questa campagna elettorale si è basata sul fatto che nessuno ha fatto domande a nessuno, e comunque nessuno ha risposto. La cosa che avrei voluto chiedere ai candidati è: per favore rispondete a qualche domanda! Comunque per me la grande questione da cui non si può prescindere è quella delle risorse energetiche.
P.K.: Io gli avrei chiesto di ascoltarsi di più, cosa che non è accaduta. Dovrebbero dare una risposta che convinca la gente a votarli. E comunque il problema dell’ambiente deve essere trattato seriamente.
La Straniera
Marit Nissen: Finalmente un film che mi rappresenta come una straniera senza sottolinearlo. Anche questa è una forma di integrazione e devo ringraziare tutti per questo.
La Trappola della Televisione
B.C.: Questo non è il film delle Iene.
L.B.: Se in Italia, per un po’ di tempo fai una cosa, diventi automaticamente quella cosa lì. Noi siamo attori e non siamo solo quelli delle Iene o di "Camera Cafè".
Articolo preso da: FilmFilm.it
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